LETTURE ESTIVE: AGGIORNARSI, RIFLETTERE, RIPARTIRE

Vi porterete dei libri in valigia? Io sì. Per questo voglio condividere un piccolo excursus sulle mie letture estive (e sulle ragioni della loro selezione).
Libri

Anche se mi piacciono le storie, non sono un buon critico, ne in cambio cinematografico, ne quando si parla di letture o altro.
Non mi piace molto argomentare per iscritto quanto fatto da altri, se non altro perché dietro qualsiasi opera di ingegno c’è lavoro, sudore, e sguardo. È un po’ come essere un buon boxeur: riesci ad emergere se riesci ad estraniarti dall’avversario, dimenticandoti di quanto quel volto possa nascondere.

Quest’anno però, complice anche che c’è questo spazio tutto mio che posso gestire in serenità, vorrei dedicare un po’ di spazio a quali libri leggerò durante agosto, mese tradizionalmente dedicato alla lettura (in spiaggia per i più fortunati, in città per chi come me dovrà lavorare).

Quest’anno ho scelto di puntare su libri diversi, lavorando in particolare su tre spunti: necessità di aggiornarsi, riflettere sulla crescita personale, trovare gli stimoli per ripartire a settembre.

Ecco le risposte -sotto forma di titoli- che mi sono dato.

Per aggiornarsi: “Dentro la società interconnessa”

Qualche settimana fa è arrivata in libreria un’edizione aggiornata di “Dentro la società interconnessa. Prospettive etiche per un nuovo ecosistema della comunicazione“, di Piero Dominici. La prima edizione risale al 2014, e questo è un testo che mi sembra interessante visto che -a mio modesto avviso- la sfida per il prossimo decennio sarà il rapporto fra etica, media, politica e produzione.

Dalle prime pagine che ho potuto leggere, il libro offre degli strumenti utili a interpretare la capacità dei media di influenzare la realtà, dandovi una lettura arricchente e stimolante. Una lettura che considero un buon aggiornamento, anche in vista di un nuovo progetto editoriale mio 😉 [NO SPOILER!]

Piero Dominici, poi, apre il suo libro con una piccola dedica, che comincia con queste parole: “Questo lavoro è dedicato a tutti i giovani, alle studentesse e agli studenti, non soltanto dell’università, con la speranza che comprendano il valore assoluto dell’educazione, dell’istruzione, della formazione. Affinché comprendano, fino in fondo, che studiare serve a prepararsi alla vita ed alla sua complessità, alla comprensione dell’Altro e di chi non ha la nostra stessa opinione […]“.

Una bella frase, che mi sembra in linea con i tempi che viviamo.

Per riflettere: storie di calcio

Mi sto interrogando tanto sul concetto di leadership. In questi anni ho conosciuto tanti professionisti “Leader di settore”, ognuno con le sue peculiarità, che però a volte mi hanno deluso dal punto di vista umano.

Cosa significa essere leader? Mi interrogo spesso su quale sia la capacità necessaria per trasferire energie positivi a un team di lavoro, in famiglia, agli amici, come si possa mettere a regime i propri talenti per impattare positivamente sugli altri.

Ho scelto di studiare un po’, partendo però da storie vere di leader diversi nel campo dello sport, e precisamente nel calcio.

Il leader calmo. Come conquistare menti, cuori e vittorie“, biografia di Carlo Ancelotti, e  “La mia vita“, autobiografia di Sir Alex Ferguson, mi sono sembrati i libri giusti da cui partire.

Ancelotti l’ho sempre stimato dal punto di vista professionale e umano. Di lui Cristiano Ronaldo disse “Grande allenatore, persona eccezionale“, a dimostrazione del grande legame che il tecnico di Reggiolo ha saputo da sempre instaurare con i campioni che ha allenato.

Sir Ferguson è stato invece un tecnico incredibile per durata, legame con il club e visione: le intuizioni di far crescere un’intera nidiata di calciatori dalla Primavera Reds nei primi anni ’90 (la leva di David Beckham, Paul Scholes, Ryan Giggs e dei fratelli Neville), la mentorship dello stesso Ronaldo, la finale contro il Bayern del 1999… Una leggenda, che con forza e talvolta anche troppa determinazione ha saputo essere testimone di un’era.

Queste due storie spero mi possano arricchire per comprendere fino in fondo quali siano i “trucchi” del mestiere per riuscire ad eccellere nei progetti in cui si è coinvolti, trovando anche le risorse per rivelarsi preziosi alleati dei propri compagni di viaggio.

Per ripartire: “Piove all’insù”

Ho avuto l’onore di conoscere Luca Rastello quando facevo la Holden. Le sue lezioni, inizialmente, mi sembravano lunghe e slegate, salvo poi comprendere, con il tempo, la profondità che si nascondeva dietro quest’uomo ricco di ricordi, esperienze, aneddoti e parole.

Luca Rastello è stato giornalista, saggista, romanziere. Un vero storyteller, nel vero senso della parola. Uno che la narrazione la sviluppava, con quel piglio fatato di chi conosce la materia, la rispetta, ma soprattutto non se ne vanta.

Ho cominciato, lentamente e con rispetto, a leggere i suoi libri qualche anno fa. Li sto centellinando, perché mi rendo conto che in ogni pagina si nasconde qualche segreto per entrare nella materia profonda che ci permette di raccontare. Quest’estate è arrivato il turno di “Piove all’insù“, prima edizione 2006, proprio l’anno che cominciai la Scuola.

L’ho scelto perché sì, quest’anno vorrei anche provare a rimettere in moto quella spinta che mi ha portato a pubblicare delle storie tutte mie. Luca è stato un maestro, in questo.

Sono sicuro che il suo libro saprà aiutarmi.

E voi, cosa leggerete in ferie?

La risposta forse non è tanto importante. L’importante è, prima di tutto, che si legga 🙂