SOCIOS: UNA STRATEGIA VINCENTE

Vi racconto di un'esperienza bellissima, che mi ha fatto riflettere anche sul mondo di marca: quella che ho vinto grazie all'app Socios.
IMG-4148

Le aziende hanno molti modi per comunicarsi. Investire nei media, produrre contenuti, costruire meccaniche efficaci di coinvolgimento che mettano a sistema tutti i touchpoint di marca allo scopo di coinvolgere l’utente e favorirne la conversione.

A fare rumore, però, sono sempre quelle che sanno distinguersi. Quelle che sanno proporre e far vivere esperienze memorabili e impossibili da confondere.

È difficile riuscirci. Il più delle volte si spendono un sacco di soldi, e il risultato non è garantito. Devono saperlo molto bene quelli di Socios, la prima company che tratta criptovalute nel mondo del calcio.

Partner di molte società europee, fra cui Roma, Galatasaray, Paris Saint German, West Ham, Socios è anche l’azienda che gestisce i token della mia squadra del cuore, la Juventus.

A cosa serve la blockchain e una criptovaluta nel football? A partecipare alla vita del club. I token di Socios puoi usarli per partecipare ai sondaggi, ad esempio, come quello realizzato fra dicembre e gennaio per scegliere quale canzone usare per festeggiare i goal dei bianconeri all’Allianz (per la cronaca, ha vinto Song 2 dei Blur). Inizialmente i token erano disponibili in una sorta di grosso hypercontent modello Pokemon Go: presto però sarà possibile solo acquistarli.

Per funzionare, era necessario creare una fan base nutrita e disposta a svolgere azioni anche complesse (download dell’app, lasciare molti dati, votare). Roba da milioni di euro di investimento, vista la meccanica.

Come fare?

Socios ha puntato dichiaratamente tutto sui fans e sulla loro passione: il gioco. Quale leva può ingolosire di più un tifoso che non andare allo stadio, magari vivendo un’esperienza esclusiva?

Così, dall’inizio del campionato, Socios ha cominciato a invitare i propri followers allo stadio attraverso Twitter, Facebook e Instagram.

La call to action era semplice: in cambio di un retweet o un contenuto a supporto della marca, si poteva essere invitati a una partita di campionato o di Coppa, ospiti nello SkyBox all’Allianz Stadium,
Un’esperienza unica per molti, visto quanto sia esclusivo quel biglietto.

È bastato il primo invito, fatto a ottobre a un utente normale, con circa tremila followers, per viralizzare subito il brand.

Un tweet, un buzz che si amplifica: un contenuto che diventa virale e una meccanica assolutamente semplice che macina contatti su contatti. Ma soprattutto, una strategia ben precisa: far diventare media i propri utenti, valorizzandoli come community che nasce e cresce attorno al marchio.

Da quel primo invito, ad oggi Socios avrà fatto centinaia di inviti a moltissime partite: dal suo Sky Box sono passati tantissimi tifosi, utenti che hanno potuto vivere un’esperienza speciale e unica nel suo genere e che non avranno problemi a ricordarsi della marca.

Ieri sera quest’esperienza è toccata anche a me. Ho avuto la fortuna infatti di godermi Juventus – Udinese da uno dei settori più prestigiosi dello Stadium, gustandomi un’ottima cena e sentendomi veramente importante grazie a Socios, che mi ha regalato i biglietti (per me e un mio accompagnatore).

Mentre vivevo una serata speciale e che non dimenticherò tanto facilmente, pensavo a come probabilmente sia nata l’idea di investire in uno SkyBox e lasciare che i loro canali (Twitter, Facebook, Instagram) diventassero megafono di una strategia che ha pochissimi, semplici passaggi: ragionavo su quanto fosse stato intuitivo ed efficace il farsi guidare dalla passione che muove i tifosi appassionati (di cui, ovviamente, faccio parte anche io).

Non c’è attivatore più grande dell’esperienza, e non c’è ingaggio più riuscito di quello che lavora su leve concrete che percepiamo come intimamente nostre. Il tifo è una di queste.

L’idea di vivere una serata in uno SkyBox per me era un sogno, e Socios l’ha realizzato. Come per me, altri sono riusciti a realizzarlo, ma soprattutto tantissimi attendono -come me fino a ieri mattina- che tocchi a loro: nel mentre, continuano a parlare di Socios, ringraziarlo ed elogiarlo, perché a trionfare non è l’invidia di chi in quello SkyBox effettivamente ci va, ma il sentirsi parte di una comunità dove a tutti, prima o poi, è concesso passare di lì.

Se avesse adottato un’altra strategia, magari più istituzionale, non so se il team di Socios avrebbe raccolto quanto ha effettivamente avuto fino ad oggi. Sono certo però che non avrebbe ottenuto la stessa, incondizionata benevolenza che il suo pubblico gli sta riservando in questo periodo.

In Transmedia Experience, il libro che ho avuto il piacere di scrivere insieme a Riccardo, parliamo di un modello che può rivelarsi utile per sviluppare strategie di questo genere: il Narrative Mix.

In esso, abbiamo definito quali siano le dimensioni di una narrazione transmediale e come queste si declinino nel mondo aziendale e di brand: partendo da quella Spaziale, abbiamo definito come uno dei quattro pillar fondamentali sia il concetto di Trasformazione. I fattori che ne permettono l’effettiva riuscita sono: l’advocacy, l’esperienza, la call to action e l’interazione. Tutti fattori che, abbiamo visto, Socios è stato in grado di ben gestire e amalgamare, lavorando su attivazioni efficaci che portano l’utente a essere effettivamente coinvolto e disposto a veicolare la marca e i suoi valori.

Un’ottima best case, insomma (e una bellissima serata per la Juventus e per me!).