L’INFORMAZIONE FATTA BENE: IL CASO VALIGIA BLU

Sta per finire l'anno, ed è ora di partecipare a un crowdfunding molto importante.
Valigia Blu

Fra libri e ricorrenze qui il tempo fugge, e la fine del 2019 si avvicina.

Come ogni anno in questo periodo c’è un appuntamento che (almeno per me) è diventato fisso: spero che dopo aver letto questo post, con tutto ciò che ne consegue, possa diventarlo anche per voi.

In Italia l’informazione è un problema serio, se non altro perché fra filter bubble e urla continue, l’Agenda Setting è abbastanza conformata su un unico grande aspetto, quello del disordine.

Non importa tanto quali siano i fatti: l’importante è trovare un colpevole, un bersaglio, un avversario, meglio se questi ha un qualsiasi legame con una minoranza (siano essi i migranti, gli ebrei, i cattolici, o chi volete voi).

Ecco: fra tutti gli organi di stampa che potete trovare sul mercato, ce n’è uno che val la pena leggere e seguire: è Valigia Blu, che avevo già citato qualche mese fa a proposito di un altro grande esperimento editoriale, IlPost.it.

Valigia Blu vive grazie a una campagna di crowdfunding, e ogni anno chiede una mano a chi vuole avere un’azione continua e certificata di fact checking, approfondimento, insomma di informazione fatta bene.

Io ormai da tre anni mando la mia offerta, e penso che sia un gesto furbo per supportare un progetto che può dirsi essere veramente un’eccellenza nel panorama oserei dire europeo.

Fatelo anche voi: Valigia Blu è una boccata d’aria fresca in un paesaggio stantio e asfittico come l’aria della Pianura Padana quando c’è siccità. Leggetelo, e se potete donate a questo link.

Chiediamo sempre perché in Italia non sappiamo valorizzare i migliori: ecco, in questo caso basta poco per aiutarli!